Decreto Ristori: come accedere ai contributi a fondo perduto?

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Per sostenere gli operatori dei settori economici più direttamente interessati dalle misure restrittive adottate per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19, l’articolo 1 del Dl 137/2020 (Decreto “Ristori”) prevede la concessione di contributi a fondo perduto, corrisposti direttamente dall’Agenzia delle entrate con la stessa procedura utilizzata nel precedente D.L. n. 34/20 (Decreto “Rilancio”).

 

A chi spettano questi aiuti?

Per accedere al nuovo contributo a fondo perduto, in relazione al quale non è stato fissato alcun limite di fatturato, bisogna rispettare i tre seguenti requisiti:

  1. avere la partita Iva attiva al 25 ottobre 2020;
  2. dichiarare di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici Ateco presenti nella Tabelle in fondo alla pagina (tra queste, pasticcerie, gelaterie, bar, ristoranti, piscine, palestre, discoteche, teatri, cinema, alberghi);
  3. avere un ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi di quello relativo al mese di aprile 2019. Per determinare correttamente gli importi, occorre far riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi, che, per le fatture immediate e i corrispettivi, è la data, rispettivamente, della fattura e del corrispettivo giornaliero, mentre, per le fatture differite, è la data dei Ddt o dei documenti equipollenti richiamati in fattura.

 

Qual è l’importo del contributo?

Per determinare l’importo del nuovo contributo a fondo perduto, vanno richiamate le disposizioni dettate dal Decreto “Rilancio”, in base al quale l’ammontare si calcola applicando una diversa percentuale alla differenza tra l’importo del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’analogo importo del mese di aprile 2019.

Le percentuali previste sono le seguenti:

  • 20%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a 400.000 euro;
  • 15%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano la soglia precedente ma non l’importo di 1.000.000 euro;
  • 10%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano la soglia precedente ma non l’importo di 5.000.000 euro.

Il nuovo ristoro è pari a quello calcolato – e già percepito – secondo le regole appena ricordate, incrementato di una certa percentuale, diversa a seconda del codice Ateco di appartenenza (vedi Tabella):

  • 100% (taxi e autonoleggio);
  • 150% (bar, gelaterie, pasticcerie, alberghi, affittacamere, villaggi turistici, campeggi eccetera);
  • 200% (ristoranti, palestre, piscine, impianti sportivi, cinema, teatri, intrattenimento eccetera);
  • 400% (discoteche, sale da ballo, night club e simili).

Il contributo è comunque riconosciuto per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche mentre il limite massimo dell’indennizzo è fissato a 150.000 euro.

A differenza rispetto a quanto previsto dal precedente Decreto Rilancio il decreto Ristori prevede che possono chiedere l’agevolazione anche gli operatori economici con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro. In questo caso l’ammontare del contributo viene riconosciuto solo a seguito di presentazione dell’apposita istanza e con la puntualizzazione che al calo di fatturato si applica la percentuale fissa del 10%, maggiorato secondo lo specifico settore economico.

Il Decreto conferma la non concorrenza dell’importo del contributo a fondo perduto alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi.

 

Come viene erogato il contributo a fondo perduto?

Il contributo a fondo perduto del decreto Ristori è erogato con diverse modalità. Questo a seconda del fatto che il soggetto beneficiario abbia (o meno) già presentato istanza per l’ottenimento del contributo a fondo perduto, di cui all’art. 25 del D.L. n. 34/20.

In sintesi:

  1. Per chi ha già presentato l’istanza per il contributo di cui all’art. 25 del D.L. n. 34/20 è previsto l’accredito diretto sul conto corrente bancario o postale con bonifico dell’Agenzia delle Entrate. In questo caso l’ammontare del contributo è determinato applicando le quote percentuali indicate nella tabella sovrastante;
  2. Per chi non ha presentato precedentemente istanza per il contributo di cui all’art. 25 del D.L. n. 34/20 è prevista la presentazione di una apposita istanza con apposita procedura web e modello approvati con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 giugno 2020. In questo caso l’ammontare del contributo viene calcolato applicando le quote percentuali indicate sulla base dei dati tramessi. Per la presentazione delle istanze occorre attendere il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che definisce termini e modalità per la loro trasmissione.

IL DECRETO RISTORI BIS

Rideterminazione del contributo a fondo perduto del decreto Ristori

Il Decreto Ristori BIS è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 09.11.2020 n. 279 ed ha previsto un ampliamento delle categorie di attività beneficiarie del contributo a fondo perduto previsto dal Dl Ristori n. 137/2020 (si veda Tabella con i codici Ateco aggiornati all’allegato 1 del Decreto Ristori BIS).

Per alcuni operatori già beneficiari del contributo che registrano ulteriori restrizioni delle loro attività alla luce delle nuove misure restrittive nelle zone arancioni e rosse, il contributo è aumentato di un ulteriore 50%. Si tratta nello specifico degli operatori dei settori economici individuati dai codici ATECO:

  • 561030 – gelaterie e pasticcerie,
  • 561041 – gelaterie e pasticcerie ambulanti,
  • 563000 – bar e altri esercizi simili senza cucina;
  • 551000 – Alberghi;

con domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità e da un livello di rischio alto (c.d. zone rosse o arancioni).

Nuovo contributo a fondo perduto

Il Decreto ha, inoltre, istituito un nuovo contributo a fondo perduto a favore degli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive introdotte con il DPCM del 3 novembre 2020.

L’indennizzo è riconosciuto ai soggetti che, alla data del 25 ottobre 2020, hanno la partita IVA attiva e che svolgono, come attività prevalente, una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nella Tabella all’Allegato 2 e hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (c.d. zone rosse o arancioni).

Per l’importo del contributo e le modalità di erogazione restano confermate le disposizioni del Decreto Ristori.

Contributi per le attività con sede nei centri commerciali

Viene riconosciuto un contributo a fondo perduto, per l’anno 2021, previa apposita presentazione dell’istanza all’Agenzia delle Entrate, agli operatori con sede operativa nei centri commerciali e agli operatori delle produzioni industriali del comparto alimentare e delle bevande, interessati dalle nuove misure restrittive del DPCM del 3 novembre 2020.

Tale contributo:

  • per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO che rientrano nell’Allegato 1: sarà determinato entro il 30% del contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Ristori;
  • per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO che non rientrano nell’Allegato 1: sarà determinato entro il 30% del valore calcolato sulla base dei dati presenti nell’istanza trasmessa e dei criteri stabiliti dai commi 4, 5 e 6 dell’articolo 25 del decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020).

TABELLA (con i codici Ateco aggiornati all’allegato 1 del Decreto Ristori BIS)

TABELLA (con i codici Ateco aggiornati all’allegato 2 del Decreto Ristori BIS)

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